Il Lago della Battaglia perfettamente calmo, con le nuvole riflesse e il fondo sassoso visibile in trasparenza
Val d'Ayas · Brusson · Valle d'Aosta

I laghi di Palasinaz e il Colle di Bringuez

Un anello fra i laghi glaciali di Palasinaz — Battaglia, Bringuez, Long, Pòtcha, Couloir, Vert — fino al Colle di Bringuez e al Rifugio Arp, in una conca dove i nomi dei luoghi parlano ancora di pascolo e di mestoli, e la strada d'accesso è un impianto di risalita
Traccia GPX del 12 agosto 2026 · difficoltà E · anello · sempre sopra i 2.100 m
13,3 km
Sviluppo anello
+666 m
Dislivello
~2655 m
Colle di Bringuez
2109 m
Quota partenza
~5h55
Tempo (soste incl.)
E
Difficoltà

↧ Traccia reale su www.komoot.com/it-it/tour/3193740471 — scarica il GPX o segui il percorso passo-passo

Profilo altimetrico

L'andamento del percorso

Anello corto e con dislivello contenuto, ma interamente d'alta quota: non si scende mai sotto i 2.100 m e per quasi cinque ore si resta sopra i 2.400. La salita è divisa in due tempi: una prima rampa regolare dalla stazione a monte della seggiovia fino all'Alpe Palasinaz e alla conca dei laghi (km 3,2–4,2), poi lo strappo vero — circa 170 m in poco più di un chilometro — che porta al Colle di Bringuez, punto più alto del giro al km 5,3. Da lì il percorso non scende in modo lineare: alterna gradini e risalite fra un lago e l'altro, con un ultimo dosso panoramico a circa 2.625 m al km 7,5. La discesa vera comincia solo dopo il Rifugio Arp.

Partenza 2.109 m · arrivo seggiovia Colle di Bringuez ~2.655 m · km 5,3 Punto panoramico ~2.625 m · km 7,5 Dislivello complessivo +666 m
Tracciato

La mappa interattiva

Traccia reale ricostruita dai 1.219 punti del file GPX. Il giro è un anello che risale la conca da est, la scavalca al Colle di Bringuez, rientra toccando i laghi alti e chiude passando dal Rifugio Arp. Fondo quasi sempre su sentiero erboso e carrareccia d'alpeggio; gli unici tratti ripidi e sassosi sono la rampa finale al colle e la discesa dal Lac Long al Lac de la Pòtcha.

Punti di interesse

Cosa si incontra lungo il giro

Il Lago della Battaglia visto dall'alto, allungato fra i dossi erbosi e stretto al centro da un promontorio

Il Lago della Battaglia

2.485 m · km 4,5 · il maggiore della conca

Quasi sei ettari d'acqua — 59.940 m² secondo il Catasto Laghi dell'ARPA valdostana — di escavazione glaciale, con vegetazione e fauna subacquea. La forma vagamente trapezoidale è tagliata quasi a metà da un promontorio erboso, ben visibile da questo punto della salita. Il nome viene da uno scontro armato avvenuto sulle sue rive: la tradizione locale lo colloca nella guerra dei Trent'anni o nelle guerre napoleoniche, ma non esiste documentazione che permetta di sceglierne uno.

59.940 m²origine glacialetoponimo di battaglia
Il Lago di Bringuez visto dall'alto durante la salita al colle: acqua blu profondo in una conca chiusa

Il Lago di Bringuez, «lago delle streghe»

≈2.529 m · visto dal colle · km 5,1

Non appartiene ai Palasinaz veri e propri: sta al di là del colle, in una conca erbosa chiusa da pareti quasi verticali. Proprio quella conformazione, unita all'esposizione alle correnti calde e umide da sud, produce temporali improvvisi e violenti. Da qui la fama di «lago nero» e di lago delle streghe: si raccontava che vi abitassero streghe dai capelli lunghi che fabbricavano nubi e grandine, e che i capelli si ritrovassero poi nei chicchi. È una spiegazione sbagliata di un fenomeno reale — e, non a caso, il danno temuto è sempre lo stesso: i campi coltivati più a valle.

lago delle streghetemporali da sudconca chiusa
Panorama dal Colle di Bringuez con quattro laghi della conca di Palasinaz allineati sotto le creste

Dal colle, tutta la conca in una volta

~2.655 m · km 5,3 · punto più alto

L'intaglio del Colle di Bringuez è il punto in cui l'anello scavalca lo spartiacque fra il vallone di Bringuez e quello di Palasinaz. Da qui la conca si legge come una carta: i bacini disposti a gradini, collegati da emissari brevissimi, ciascuno nel proprio ombelico scavato dal ghiaccio. Non un lago di sbarramento e nessuna diga: solo depressioni lasciate dal ritiro glaciale, in un basamento di prasiniti verdi e calcescisti friabili.

spartiacquepunto più altolaghi a gradini
Il Lac Long dalle acque verde smeraldo sotto un'alta bastionata rocciosa, con escursionisti seduti sulla riva

Lac Long

2.633 m · km 5,7 · il più alto del gruppo

Il lago più elevato della conca, incassato sotto la bastionata rocciosa che scende dalla cresta del Corno Bussola (3.023 m). È l'unico dei sei ad avere davvero l'aspetto di un circo glaciale chiuso: la parete lo tiene in ombra per buona parte della giornata, e il fondo poco profondo verso riva vira dal verde smeraldo al blu.

2.633 mcirco glacialesotto il Corno Bussola
Il Lago Pòtcha come uno specchio, con le nuvole riflesse e le sponde erbose basse

Lac de la Pòtcha, il lago del mestolo

2.518 m · km 6,8 · la sosta di metà giro

Sedicimila metri quadrati appena, lago di escavazione glaciale di circo: ha fauna ittica e sponde erbose ricche di eriofori, ma nessuna vegetazione acquatica. Il nome, nel patois di Brusson, significa mestolo: il utensile del lavoro d'alpe. Negli archivi compare come Lac de la Paucha, sulle carte turistiche come «Pocia», e su parecchie mappe digitali di oggi come «Lac de la Rocia» — una lettera cambiata lungo la strada.

16.835 m²erioforitoponimo d'alpeggio
Il Lago di Couloir visto dall'alto, verde, con un'ampia fascia di ghiaia scoperta lungo tutta la riva

Il Lago di Couloir

~2.585 m · km 7,5 · sotto il punto panoramico

Il più appartato dei sei, in una piccola conca di escavazione glaciale sul versante che guarda il Colle di Palasinaz. Ad agosto il livello si abbassa e lascia scoperta una larga fascia di ghiaia chiara tutt'intorno: la linea di riva, che in un lago naturale d'alta quota misura semplicemente quanta acqua di fusione è arrivata nella stagione.

2.607 mlivello estivo bassoconca glaciale
Dal dosso panoramico la vista sui laghi Verde e della Battaglia allineati, con la valle che si apre nella foschia

Il dosso panoramico

~2.625 m · km 7,5 · l'ultima risalita

L'ultimo strappo dell'anello, solo un centinaio di metri di fatica in più, subito restituita dalla magnifica vista sulla conca: i laghi, i sentieri che li cuciono e l'emissario che scende verso l'Alpe Palasinaz. Sullo sfondo la valle si apre e la foschia estiva prende il posto delle creste.

belvederekm 7,5sui due laghi maggiori
Il piccolo Lago Verde con le sponde a prato, la passerella di legno sulla destra e il Lago della Battaglia sullo sfondo

Il Lago Verde e le passerelle

2.485 m · km 8,1 · il più piccolo

Praticamente alla stessa quota del Battaglia, con cui comunica attraverso un breve canale. È il punto in cui la conca smette di essere ambiente ostile e diventa pascolo: sponde a prato, suolo umido, il sentiero che diventa passerella. Dall'estate 2006 un ponticello di legno collega i due laghi, e sul Battaglia è comparso un ponte in pietra costruito con la stessa architettura di quelli della vicina valle del Lys.

2.485 mpasserelle del 2006pascolo umido
Punti di ristoro

Dove fermarsi

Rifugio Arp

2.439 m · km 10,1 · sul percorso · 19 camere e 5 cameroni · privato

Unico punto di ristoro dell'anello, sull'altopiano di Pian Fret. Cucina valdostana — taglieri, polenta concia con salsiccia o spezzatino — e pernottamento in camere da 2, 3 e 4 posti con bagno privato oppure in camerate da otto. Stagione 2026 dichiarata dal rifugio: dal 13 giugno al 20 settembre. Prenotazioni pernottamento solo via e-mail, bar e ristorante via WhatsApp. Nei pressi si trovano un piccolo giardino botanico e un percorso geologico con i campioni delle rocce della Val d'Ayas.

Estoul e la stazione a monte della seggiovia

1.835 m / 2.183 m · partenza e arrivo

A Estoul, alla base dell'impianto, ci sono parcheggio e punti di ristoro. In quota, fra la stazione a monte e il Rifugio Arp, non c'è nulla: acqua e pranzo vanno portati da valle. Attenzione all'orario di chiusura della seggiovia — 17.00 — se si conta di scendere con l'impianto.

Anello breve ma interamente d'alta quota, esposto a vento e temporali pomeridiani: nella conca non esistono ripari e la rampa del colle è la parte più delicata, ripida e su terra e pietrame. Difficoltà E. Stagione indicativa da fine giugno a inizio ottobre, con nevai residui a inizio estate sul versante nord del colle. Sull'itinerario non ci sono sorgenti attrezzate.

Il Rifugio Arp, grande edificio in pietra a tre piani, sotto la bastionata rocciosa, con escursionisti sul prato
Come arrivare

Come raggiungere Estoul e i laghi

A5
Casello di Verrès
SR 45
Val d'Ayas, 15 km
7 km
Bivio per Estoul
2.183 m
Arrivo seggiovia
Itinerario: autostrada A5, casello di VerrèsSR 45 della Val d'Ayas, attraverso Challand-Saint-Anselme e Arcesaz fino a Brusson (circa 15 km) → all'uscita del paese si lascia la strada per Champoluc e si sale a destra verso la frazione Estoul, 7 km, dove un ampio parcheggio si trova poco oltre l'abitato.
In seggiovia: l'impianto Estoul–Palasinaz (73) sale da 1.835 a 2.183 m in 1.149 m di sviluppo (348 m di dislivello). Estate 2026: nei weekend di luglio e tutti i giorni dal 1° al 30 agosto, dalle 8.45 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Adulto 11,00 €, junior 8,00 €, biglietto di sola discesa 8,00 €; trasporto MTB attivo.
A piedi: dal parcheggio di Estoul la carrareccia per il Rifugio Arp e i laghi richiede circa un'ora e mezza e aggiunge poco più di 300 m di dislivello all'anello qui descritto.
La traccia GPX comincia alla stazione a monte della seggiovia. Chi sale a piedi da Estoul percorre un itinerario più lungo di circa 6 km andata e ritorno: in quel caso i dati di questa scheda vanno letti come la sola parte alta del giro. Verificare sempre gli orari dell'impianto prima di partire, e ricordare che l'ultima corsa in discesa è alle 17.
Nota storico-culturale

Il mestolo e il biglietto: due modi di leggere la stessa conca

Il primo dato culturale di questo itinerario è nel nome, e riguarda chi lo pronuncia. Palasinaz non si legge con la zeta finale: si dice «Palasìna». Quella z non è una lettera, è uno svolazzo che i redattori dei registri del Regno di Sardegna aggiungevano ai toponimi da pronunciare come parossitoni — con l'accento sulla penultima sillaba, come vuole il francoprovenzale. Con il tempo il segno è stato scambiato per una zeta, e oggi lo pronunciano sia gli italofoni sia i francofoni. La radice, invece, è patois pura: Pala, «pascolo ripido, dirupato». Il nome dichiara a cosa serviva il posto.

Lo stesso vale per i laghi, uno per uno. Il Lac de la Pòtcha significa, nel patois di Brusson, «il lago del mestolo»: l'utensile con cui negli alpeggi si lavorava il latte. Negli archivi francesi diventa Lac de la Paucha, sulle carte turistiche «Pocia», e su diverse mappe digitali di oggi «Lac de la Rocia». In tre passaggi un attrezzo di lavoro è diventato un suono senza significato. Il Lago della Battaglia conserva la memoria di uno scontro armato che nessun documento sa datare. Il Lago di Bringuez, oltre il colle, era il lago delle streghe: chiuso da pareti quasi verticali ed esposto alle correnti calde e umide da sud, produce temporali improvvisi, e la spiegazione disponibile era che vi abitassero streghe dai capelli lunghi capaci di fabbricare la grandine. Sono nomi fatti da gente che qui lavorava, e che dalla grandine aveva qualcosa da perdere.

Che quei pascoli fossero una risorsa contesa lo dicono le carte. Nel Duecento la zona si chiama Palleysina ed è tenuta in feudo dai signori di Challant: il 28 luglio 1263 l'investitura di Goffredo di Challant fissa in venti soldi di Susa il censo annuo dovuto all'abbazia di San Maurizio d'Agauno per queste montagne; nel 1323 Ebalo di Challant le cita nel proprio testamento. Contadini e pastori dovevano al signore burro e formaggio. Perfino il nome del paese di partenza è un mestiere: Estoul viene da stabulum, la stalla.

«Le montagne od alpeggi di Bringuez e di Palasina sono assai belle e consigliabili all'escursionista che non voglia troppo affaticarsi.»
Amé Gorret e Giovanni Varale, Guida illustrata della Valle di Challant o d'Ayas, 1899

La frase è del 1899 e segna con precisione il momento della conversione. Un abate alpinista e un compagno di scalate guardano un alpeggio e lo descrivono come una meta: bello, e comodo. Da lì in avanti il pascolo ripido comincia a valere per quello che si vede, non per quello che produce. Un secolo dopo la conversione è completa e ha un prezzo di listino: si arriva quassù con la seggiovia Estoul–Palasinaz, undici euro l'andata e il ritorno, aperta dalle 8.45 alle 12.30 e dalle 14 alle 17, trasporto mountain bike incluso. Questa scheda stessa comincia alla stazione a monte di un impianto da sci.

Non è un rimprovero: è una descrizione. Ma è esattamente la frattura che Paolo Cognetti ha messo al centro de Le otto montagne (2016, Premio Strega 2017), il romanzo di Pietro che viene da Milano e di Bruno che resta. Quello che il libro racconta, sotto la storia di amicizia, è un problema economico: Bruno prova a far vivere un alpeggio in una montagna che nel frattempo è diventata un luogo di svago per chi ci arriva da fuori, e non ce la fa. Non per inadeguatezza personale — perché i conti non tornano più. È la differenza fra la montagna come mezzo di sussistenza e la montagna come parco giochi: due usi dello stesso versante che non si finanziano allo stesso modo.

Cognetti quella frattura non l'ha solo scritta: la abita. Vive da oltre dieci anni proprio a Estoul, ai piedi di questa conca. Nel 2017 vi ha fondato con altri l'associazione culturale Gli Urogalli, che fra il 2017 e il 2019 ha organizzato a Estoul il festival Il richiamo della foresta — arte, libri e musica nei prati sopra il paese, con l'idea dichiarata di raccontare la montagna come luogo di relazioni e di lavoro e non come fuga solitaria. Oggi il testimone è passato alla Fondazione che porta il suo nome, una residenza per artisti e studiosi con sede nella stessa frazione.

Il nome dell'associazione non è casuale, e apre un ponte con un'altra scheda di questa raccolta. Gli Urogalli richiama Il bosco degli urogalli, il libro con cui Mario Rigoni Stern esordì da Einaudi nel 1962 — e di cui Cognetti ha firmato l'introduzione per l'edizione corrente, definendolo l'atto di nascita del nostro maggiore scrittore di montagna. In Valle Soana, sul percorso del santuario di San Besso, il Pian d'Azaria ospita un'oasi naturalistica intitolata proprio a Rigoni Stern, che in quella valle non aveva mai vissuto. Due modi opposti di far entrare uno scrittore nel paesaggio: là una dedica, qui una residenza.

Fra Pòtcha e Rocia si è persa per strada una parola per il mestolo, ma il mestolo non è sparito: sui pascoli di questa conca le mandrie ci sono ancora, gli alpeggi lavorano, e il formaggio che si mangia al rifugio arriva da qui intorno. Se l'economia del pascolo regge — e in Val d'Ayas, per ora, regge — allora la seggiovia, il rifugio e il festival non hanno sostituito la vita d'alpeggio e non ne rappresentano una minaccia: potrebbero essere ciò che la sostiene. Non è garantito: serve equilibrio, cura dei luoghi e attenzione alle esigenze della gente che ci vive. Il giorno in cui abbiamo percorso l'anello, le mucche erano al pascolo.

Altre cose da vedere in zona

In valle, prima o dopo

Brusson · 4 km dal paese

La miniera d'oro di Chamousira

Il più importante giacimento aurifero della Valle d'Aosta: scoperto nel 1899, coltivato dal 1900 fino alla fine degli anni Ottanta, con circa 1.600 metri di gallerie. Si visita con guida il livello 7 del filone Fenilliaz, insieme al museo e al centro di documentazione «Joseph Herbet». È l'altra economia di questa montagna, quella che stava sotto i pascoli.

Estoul · 1.835 m

Estoul e la Fondazione Paolo Cognetti

Il paese di partenza — il cui nome viene dal latino stabulum, stalla — ospita la residenza artistica della Fondazione, erede del festival «Il richiamo della foresta». Non è aperta al pubblico in modo continuativo: gli eventi vengono annunciati di volta in volta.

3.023 m · dal Lac Long

Corno Bussola

La cima che domina la conca, raggiungibile per la cresta orientale con il sentiero 3D che parte dal Colle di Palasinaz. In vetta una grande croce metallica composta da elementi cubici e il libro di vetta; dal culmine si vedono Cervino, Monte Bianco e Gran Paradiso.

Sul sentiero da Estoul

Lago Litteran

A 2.226 m, sulla variante bassa dell'itinerario per i Palasinaz: si può inserire nel giro salendo a piedi da Estoul invece che con la seggiovia. Attenzione, in stagione invernale, alle falde valangose del Monte Bieteron.

2.170 m · fra Brusson e Gressoney

Colle della Ranzola

Il valico che fu fortificato nello stesso periodo cui la tradizione riferisce lo scontro del Lago della Battaglia. Oggi è un facile itinerario escursionistico e uno dei passaggi storici fra la Val d'Ayas e la valle di Gressoney.

Presso il Rifugio Arp

Il giardino botanico e il «Parcour di bério»

Alle spalle del rifugio, un piccolo giardino botanico dedicato alla flora della Val d'Ayas e un percorso geologico — parcour di bério, «sentiero delle pietre» in patois — con i campioni delle rocce che compongono la valle, ciascuno con la propria targhetta.