La testata della Val di Rhêmes vista dal belvedere: la Dora che divaga fra le ghiaie e le cime glaciali dello spartiacque con la Francia
Val di Rhêmes · Rhêmes-Notre-Dame · Parco Nazionale Gran Paradiso

Il Rifugio Benevolo e la testata della Val di Rhêmes

Da Thumel lungo la Dora fino al rifugio e al belvedere oltre l'Alpe Lavassey, sotto la Granta Parey — in una valle che nel giro di un secolo ha visto uccidere l'ultimo gipeto delle Alpi e assistere al suo ritorno spontaneo
Traccia GPX del 28 giugno 2026 · difficoltà E · andata e ritorno · belvedere a 2.434 m
12,1 km
Sviluppo A/R
+577 m
Dislivello
2285 m
Rifugio
2434 m
Belvedere · km 5,9
~5h35
Totale · 3h in cammino
E
Difficoltà

↧ Traccia reale su www.komoot.com/it-it/tour/3070288009 — scarica il GPX o segui il percorso passo-passo

Profilo altimetrico

L'andamento del percorso

Salita regolare e senza strappi: dalla piana di Thumel il sentiero 13 costeggia la Dora di Rhêmes guadagnando quota in modo costante, supera l'orrido e le cascate, e attraversa quasi in piano il pianoro dell'Alpe Barmaverain (km 1,9). Il tratto più sostenuto è fra il km 3,6 e il km 4,3, poco prima del rifugio, che si raggiunge al km 4,5 a 2.285 m. Il punto più alto della giornata è però oltre: il belvedere a 2.434 m, al km 5,9, da cui si vede tutta la testata di valle. Il ritorno ripercorre lo stesso sentiero — la traccia lo ricalca per il 94% — con la sosta al rifugio sulla via del rientro. Fermandosi al rifugio senza proseguire al belvedere il dislivello scende a circa 430 m.

Partenza · Thumel 1.854 m · fine dell'asfalto Alpe Barmaverain 2.037 m · km 1,9 Rifugio Benevolo 2.285 m · km 4,5 Belvedere 2.434 m · km 5,9 · punto più alto Dislivello complessivo +577 m
Tracciato

La mappa interattiva

Traccia reale ricostruita dai 1.118 punti del file GPX. È un andata e ritorno puro: salita e discesa coincidono, e sulla mappa le due linee si sovrappongono. Il fondo è sentiero e tratti di carrareccia d'alpeggio; gli unici punti che richiedono attenzione sono l'orrido della Dora e i guadi nel tratto basso.

Punti di interesse

Cosa si incontra lungo il giro

La stradina asfaltata che attraversa la piana di Thumel, con i prati da fieno, le baite e le mucche al pascolo sul versante opposto

Da Thumel, lungo la Dora

1.854 m · km 0 · fine dell'asfalto

Si parte dove finisce la strada, a circa 38 km da Aosta. La piana di Thumel è ancora paesaggio di lavoro: prati da fieno, baite d'alpe, mucche al pascolo. Il sentiero 13 risale il fondovalle lungo la Dora di Rhêmes con pendenza dolce, dentro il Parco Nazionale Gran Paradiso. All'andata si può scegliere anche la strada poderale (segnavia 15), circa 45 minuti in più, aperta ai veicoli solo per i frontisti.

sentiero 131.854 mpiana da fieno
La piramide rocciosa della Granta Parey con nevai residui, vista dal sentiero fra i larici e i pascoli del fondovalle

La Granta Parey, davanti per tutta la salita

3.387 m · fondale della valle

La piramide della Granta Parey chiude la valle e resta davanti agli occhi per tutta la salita: è il riferimento visivo della Val di Rhêmes, la forma che compare in ogni fotografia scattata da qui. Non è una cima da escursione — la si guarda, non la si sale — ma serve da orologio: la si vede ruotare lentamente mentre il sentiero guadagna quota.

Granta Parey 3.387 mtestata di valle
Una cascata vista dall'alto: l'acqua scende su una placca rocciosa inclinata e finisce in una pozza glaciale color verde ghiaccio

L'orrido e le cascate

~2.046 m · km 2,3 · presso Barmaverain

Nel tratto centrale, quasi pianeggiante, il sentiero passa accanto a più cascate che scendono dalle balze e sopra l'orrido della Dora, dove il torrente si incassa in una gola stretta. L'acqua ha il colore lattiginoso tipico dei torrenti glaciali — è farina di roccia in sospensione, prodotta dal ghiacciaio che macina il fondo. Attenzione ai guadi: dopo le piogge o nella fusione di inizio stagione crescono in fretta.

orrido della Doraguadifarina glaciale

Il belvedere oltre il rifugio

2.434 m · km 5,9 · punto più alto

Il rifugio non è la fine dell'itinerario: proseguendo per circa un chilometro e mezzo e 150 metri di dislivello si arriva a un dosso a 2.434 m da cui si legge tutta la testata di valle — la Dora che divaga fra le ghiaie in un letto largo e chiaro, i ghiacciai dello spartiacque con la Francia, e la Vanoise dall'altra parte del confine, parco nazionale gemellato con il Gran Paradiso dal 1972. Da qui, con un po' di pazienza, si guarda in alto: è la quota giusta per vedere passare un gipeto.

2.434 mspartiacque francesegemellaggio Vanoise
Punti di ristoro

Dove fermarsi

Rifugio Gian Federico Benevolo

2.285 m · km 4,5 · apertura estiva 2026: 13/06 – 20/09 · 0165 936143

Inaugurato nel 1930 dal CAI di Torino in memoria dell'alpinista Gian Federico Benevolo, sta all'Alpe Lavassey su un ripiano erboso affacciato sulla testata e dominato dalla Granta Parey. È tappa dell'Alta Via n. 4 e punto di partenza per la traversata al Rifugio Bezzi. D'estate cucina del gestore e tavoli all'aperto: per il pranzo conviene prenotare, e conviene comunque confermare le date di apertura con la gestione prima di partire.

Thumel e il fondovalle

1.854 m · partenza · nessun ristoro

A Thumel ci sono solo il parcheggio e un punto d'acqua. Bar, negozi e ristoranti stanno a valle, nel capoluogo Rhêmes-Notre-Dame fra le frazioni di Bruil e Chanavey: da mettere in conto prima o dopo l'escursione, non durante.

Acqua lungo il sentiero non manca — cascate e torrenti si incontrano per tutta la salita — ma non ci sono fontane attrezzate: conviene portarne. Difficoltà E, senza difficoltà tecniche, con gli ultimi venti minuti prima del rifugio i più ripidi. Attenzione all'orrido della Dora e ai guadi. Equipaggiamento da alta montagna anche d'estate: si cammina fra i 1.850 e i 2.430 m, in una testata di valle esposta ai cambi di tempo. Si è dentro il Parco Nazionale Gran Paradiso: cani non ammessi, droni vietati.

Il Rifugio Benevolo visto da lontano dal belvedere: l'edificio isolato sul ripiano erboso, con le pareti rocciose e le cascate della testata dietro
Come arrivare

Come arrivare a Thumel

A5
Uscita Aosta Ovest
Val di Rhêmes
Strada regionale
Thumel
Fine dell'asfalto
1.854 m
Parcheggio di partenza
Itinerario: autostrada A5, uscita Aosta Ovest o Villeneuve → strada regionale della Val di Rhêmes fino a Rhêmes-Notre-Dame (frazioni Bruil e Chanavey) → si prosegue fino a Thumel, circa 38 km da Aosta, dove finisce l'asfalto e c'è il parcheggio.
Variante a piedi: all'andata si può usare la strada poderale con segnavia 15, circa 45 minuti in più e pendenza ancora più dolce; ai veicoli è riservata ai frontisti.
La traccia GPX parte dal parcheggio di Thumel. Verificare le condizioni della strada di valle prima di mettersi in auto — nell'estate 2026 il tratto per Thumel è stato interessato da lavori con senso unico alternato — e l'apertura del rifugio se si conta di pranzarci.
Nota storico-culturale

Il 1913, e un uccello calunniato

Questa valle ha una data. Nel 1913, in Val di Rhêmes, fu ucciso l'ultimo gipeto registrato sull'arco alpino: esiste la fotografia dei tre uomini che lo mostrano con orgoglio, e da quell'anno si datta convenzionalmente la scomparsa della specie dalle Alpi. Nello stesso 1913 si svolse in Gran Paradiso l'ultima caccia reale. E nello stesso 1913, sul versante piemontese di questo stesso massiccio, Robert Hertz saliva al santuario di San Besso a studiare come una comunità costruisce il proprio sacro. Tre fatti, un anno, una montagna.

Il gipeto è il caso di scuola dell'animale calunniato. Lo chiamavano avvoltoio degli agnelli — è il senso del nome tedesco Lämmergeier — e lo si credeva capace di rapire agnelli e perfino bambini. In realtà si nutre quasi esclusivamente di ossa, che ingoia intere o frantuma lasciandole cadere da grande altezza sulle rocce: è uno spazzino, l'ultimo anello della catena alimentare, l'unico vertebrato che vive di scheletri. Fu perseguitato fino all'estinzione per un comportamento che non ha mai avuto.

A San Besso una storia inventata da una comunità fa venerare un santo; a Rhêmes una storia inventata da una comunità fa sterminare un uccello che mangia ossa. Nello stesso momento, ai due lati dello stesso crinale.

Il ritorno è cominciato altrove. Nel 1978, a Morges in Svizzera, un gruppo transfrontaliero di conservazionisti decise di ricostruire la popolazione alpina partendo dai pochi esemplari rimasti negli zoo; i primi rilasci furono nel 1986 a Rauris, in Austria, poi in Alta Savoia, in Engadina, nel Mercantour e nelle Alpi Marittime. In quarant'anni sono stati liberati 343 giovani gipeti, e la prima riproduzione in natura arrivò solo nel 1997, undici anni dopo il primo rilascio.

In Gran Paradiso, però, nessuno ha rilasciato gipeti: sono tornati da soli. Il primo avvistamento è del 1989 in Val di Cogne; nell'inverno 2009-2010 un trio poliginico — due maschi e una femmina, formazione che nella specie non è rara — si insediò spontaneamente proprio qui in Val di Rhêmes e tentò la riproduzione. La prima schiusa del Parco fu in Valsavarenche, fra il 10 e l'11 maggio 2011: il pulcino, battezzato Siel, non arrivò all'involo. Ci riuscirono l'anno dopo, nel 2012, due giovani a pochi giorni l'uno dall'altro, uno in Valsavarenche e uno in Val di Rhêmes. Oggi i nati nel Parco sono trentaquattro.

Che questa valle sia diventata un laboratorio di ritorni non è casuale, ed è il risultato di una decisione presa per ragioni opposte. La tutela comincia nel 1821, quando Carlo Felice proibisce la caccia allo stambecco: ne restavano poche centinaia attorno al Gran Paradiso ed era già scomparso da tutto il resto delle Alpi. Nel 1856 Vittorio Emanuele II dichiara queste montagne Riserva Reale di Caccia — le protegge per potervi cacciare lui — e costruisce mulattiere, case di caccia e un corpo di guardie regie. Nel 1919 il figlio cede i territori allo Stato ponendo come condizione che si valuti l'istituzione di un parco, e il 3 dicembre 1922 nasce il Parco Nazionale Gran Paradiso, il primo d'Italia. Le strade del re sono diventate i sentieri del parco, i suoi guardacaccia i guardaparco.

Lo stambecco salvato qui è, letteralmente, il progenitore di tutti gli stambecchi delle Alpi: ogni reintroduzione altrove discende da questa colonia. Ed è una storia che non è stata lineare — fra il 1933 e il 1947 la popolazione crollò di nuovo, per gestione accentrata, personale non locale e bracconaggio. La conservazione non è un traguardo che si raggiunge una volta.

Sul piano linguistico, infine, Rhêmes appartiene al mondo francoprovenzale (o arpitano), come la Valle Soana di là dal massiccio, e a differenza delle valli walser che stanno poche decine di chilometri a est — Gressoney, Ayas — dove si parla un dialetto alemanno. Il patois qui è ancora lingua viva, coltivata anche dalle scuole con il Concours Cerlogne. Pochi chilometri di crinale separano due ceppi linguistici, germanico e galloromanzo: la geografia alpina come archivio di confini culturali.

Altre cose da vedere in zona

In valle, prima o dopo

Chanavey

Centro «Bentornato Gipeto»

All'ingresso del paese, con la Granta Parey sullo sfondo: racconta l'estinzione e il ritorno del gipeto con un nido ricostruito, un «ossario» che mostra di cosa si nutre davvero e un modello del volo planato. È il posto dove la storia di questa valle si capisce in mezz'ora.

Le Bruil · fondovalle

Lago di Pellaud

Specchio d'acqua e torbiera fra le mete più amate della valle: anello breve adatto a tutti, ricco di avifauna. Buon ripiego in giornata incerta, o complemento «lento» alla salita al rifugio.

Cultura materiale

Mulino della Chaudanaz e i forni

Mulino restaurato e visitabile, legato al percorso degli antichi forni comunitari sparsi fra i villaggi: il pane di segale si cuoceva una o due volte l'anno, tutti insieme, e si conservava per mesi. L'altra faccia della stessa economia di sussistenza.

Oltre il rifugio · 2.700 m

Cascate e Lago di Goletta

Le cascate sono una breve prosecuzione oltre il rifugio; il lago, a 2.700 m, aggiunge circa 440 m di dislivello e cambia la natura della giornata. Bello, ma è un'altra gita.

Fondovalle · facile

Sentiero Natura

Da Chanavey a Thumel lungo la Dora, quasi pianeggiante: cuce insieme i villaggi della valle e si percorre anche in mezza giornata.

Oltre lo spartiacque

Parc national de la Vanoise

Al di là delle cime che si vedono dal belvedere: primo parco nazionale francese (1963), gemellato con il Gran Paradiso dal 1972. Due aree protette contigue che formano uno dei più vasti spazi protetti d'Europa occidentale.