Il Lago Miserin con il santuario e il rifugio sulla riva opposta, sotto la piramide rocciosa che chiude la conca
Valle di Champorcher · Valle d'Aosta · Parco naturale Mont Avic

Dal Miserin alla Finestra di Champorcher

Dal rifugio Dondena al Lago Miserin e su fino alla Finestra di Champorcher, con rientro dal Lago Nero: un santuario d'alta quota nato da un voto contro la peste, un valico storico verso Cogne e un culto dell'acqua molto più antico della teologia che lo incornicia
Traccia GPX del 4 luglio 2026 · difficoltà E · anello · interamente sopra i 2.000 m
18,2 km
Sviluppo anello
+720 m
Dislivello
2583 m
Santuario · km 6,3
2827 m
Finestra · km 9,3
~8h15
Totale · 4h40 in cammino
E
Difficoltà

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Profilo altimetrico

L'andamento del percorso

Salita lunga e mai aspra: dalla conca di Dondena si guadagna quota con pendenza costante sull'ex strada reale di caccia, si raggiunge la piana del Miserin al km 6,3 e si prosegue oltre lo sbarramento fino al punto più alto del giro, la Finestra di Champorcher al km 9,3. Il rientro non ripercorre l'andata: scende dal valico, ripassa dal santuario al km 12,1 e devia al Lago Nero prima di riportarsi a Dondena. Il ritorno ricalca l'andata solo per il 15% dello sviluppo — è un anello, non un andata e ritorno. Il dislivello è contenuto rispetto ai chilometri, ma la quota d'esercizio non scende mai sotto i 2.100 m: contano più l'aria sottile, la lunghezza e l'esposizione che i metri di salita. Le 8h15 della giornata comprendono soste lunghe, fra cui quella al lago e i quindici minuti al valico.

Partenza · Dondena 2.112 m · parcheggio alto Lago e santuario 2.583 m · km 6,3 Finestra di Champorcher 2.827 m · km 9,3 · punto più alto Lago Nero ~2.549 m · km 13,0 · sul ritorno Dislivello complessivo +720 m
Tracciato

La mappa interattiva

Traccia reale ricostruita dai 1.690 punti del file GPX: andata Dondena → Miserin → Finestra di Champorcher, ritorno con variante dal Lago Nero. Il fondo è quasi interamente l'ex strada reale di caccia — la poderale — e i sentieri 7 e 7B, che qui coincidono con l'Alta Via n. 2.

Punti di interesse

Cosa si incontra lungo il giro

Un cespo di stelle alpine fiorite fra l'erba, con le brattee bianche e feltrose e i capolini gialli al centro

La conca di Dondena e la stella alpina

~2.454 m · km 2,8 · lungo la salita

L'ampia conca di Dondena si apre in mezza costa lungo tutto l'avvicinamento: antico comprensorio di caccia reale, oggi praterie d'altitudine con neve residua fino a inizio estate. Fra l'erba, per chi sa cercarla, la stella alpina — il cui feltro bianco non è decorazione ma protezione dai raggi ultravioletti e dalla disidratazione, la stessa funzione dei peli sulle foglie di molte piante d'alta quota. Nel Parco naturale del Mont Avic, al confine con il Gran Paradiso, ci sono stambecchi e camosci. L'unica nota stonata sono i tralicci dell'alta tensione che attraversano il vallone.

Parco Mont Avicstella alpinacaccia reale
Il Lago Miserin con gli eriofori in primo piano e, sulla riva opposta, il santuario e il rifugio sotto la cima rocciosa

Il lago e il santuario del Miserin

2.583 m · km 6,3 · cuore dell'escursione

Lo specchio d'acqua è in realtà artificiale: uno sbarramento ultimato nel 1931 ha alzato il livello di un lago naturale preesistente. Vi si riflettono la Rosa dei Banchi (3.164 m), il Bec Costazza (3.094 m) e la Tour Ponton (3.102 m); sulle rive crescono gli eriofori, i «pennacchi» bianchi delle torbiere d'alta quota. Sulla riva, il Santuario della Madonna delle Nevi e il rifugio compongono una delle scene più riconoscibili dell'arco alpino occidentale.

santuario 2.583 msbarramento 1931eriofori
Il panorama dalla Finestra di Champorcher verso il vallone dell'Urtier, con i tralicci, le creste rocciose e i ghiacciai del Gran Paradiso in fondo

La Finestra di Champorcher

2.827 m · km 9,3 · punto più alto

Il Col Fenêtre è il culmine del giro: valico storico dell'Alta Via n. 2 verso Cogne e il vallone dell'Urtier, con lo sguardo che si apre sul massiccio del Gran Paradiso. È una soglia in senso proprio — da qui si passa da un versante all'altro e da una comunità all'altra — e per secoli pellegrinaggio e transumanza hanno usato la stessa linea: da questa parte si sale al santuario, da quella si scende verso Cogne.

Col FenêtreAlta Via n. 2verso Cogne
Il Lago Nero: acqua bassissima e trasparente sul fondo sassoso, con le lingue erbose che entrano nell'acqua e i tralicci sulla cresta

Il Lago Nero, sul ritorno

~2.549 m · km 13,0 · variante di rientro

Scesi dalla Finestra e ripassati dal santuario, il rientro devia a questo piccolo lago naturale incassato nella piana detritica, poco oltre lo sbarramento del Miserin — l'acqua è così bassa e limpida che si legge il fondo. Nei pressi si trova anche il Lago Bianco. È la variante che rende il giro un anello invece di un andata e ritorno, e vale i pochi minuti in più.

lago naturalevariante di ritornoLago Bianco
Punti di ristoro

Dove fermarsi

Rifugio Miserin

2.583 m · km 6,3 · bar e ristorante · ~40 posti letto

Antico ospizio per i pellegrini, accanto al santuario e nello stesso complesso di edifici in pietra: la funzione ricettiva di questo posto precede di secoli l'escursionismo. Apertura indicativa da metà giugno a fine settembre, cucina valdostana e, ad agosto, serate astronomiche sul lago. Prenotazione consigliata, e conviene confermare le date con la gestione.

Rifugio Dondena

2.192 m · km 0,9 · bar e ristoro · solo estate

Ex casa di caccia reale di Vittorio Emanuele II, ai piedi della salita: è il punto d'appoggio storico al centro della conca. Tappa naturale al ritorno, quando si è già scesi dal valico e restano poche centinaia di metri all'auto.

Giro lungo e interamente sopra i 2.000 m, senza punti d'acqua attrezzati fra Dondena e il Miserin: l'acqua va portata. Difficoltà E, senza difficoltà tecniche, ma la quota costante, i 18 km e l'esposizione contano più del dislivello. Stagione indicativa da fine giugno a fine settembre, con neve residua a inizio estate nel tratto verso la Finestra. Si cammina nel Parco naturale del Mont Avic, al confine con il Parco Nazionale Gran Paradiso.

Il santuario della Madonna delle Nevi visto di fronte: l'alto edificio in pietra con il campanile a vela e la croce, il lago Miserin sulla destra e le creste della conca dietro
Come arrivare

Come raggiungere il parcheggio di Dondena

A5
Casello Pont-Saint-Martin
~20 km
SR Valle di Champorcher
~6 km
Sterrata per Dondena
2.112 m
Parcheggio di partenza
Itinerario: autostrada A4/A5 Torino–Aosta → uscita Pont-Saint-Martin → strada regionale per la Valle di Champorcher, circa 20 km, fino a Château/Chardonney → strada sterrata per Dondena, circa 6 km.
Attenzione alla sterrata: gli ultimi sei chilometri sono molto dissestati e conviene un mezzo alto. In alternativa si parcheggia più in basso, a La Cort / Petit Mont Blanc (1.766 m), allungando però sensibilmente la camminata.
La traccia GPX parte dal parcheggio alto di Dondena. I tempi di avvicinamento in auto dipendono più dall'andatura sulla sterrata finale che dai chilometri di asfalto: metterne in conto abbondantemente.
Nota storico-culturale

Una Madonna delle nevi, e un culto dell'acqua

Il santuario della Madonna delle Nevi sta a 2.583 m in un punto tutt'altro che casuale: l'incrocio idrografico di quattro valli — Champorcher, Valle Soana, Cogne e Fénis — un nodo di passaggio frequentato, dicono gli archeologi, dalla preistoria. Nasce da un voto del 1630: mentre la peste devastava la Valle d'Aosta, gli abitanti di Champorcher promisero di costruire una cappella presso il lago e di salirvi ogni anno in processione. La peste risparmiò Champorcher, e la cappella fu costruita.

L'edificio attuale si è formato per stratificazione: 1658 la costruzione sopra un oratorio preesistente, 1881 la campagna di ricostruzione che gli dà la forma di oggi, voluta dal parroco Jean-Baptiste Danna e dall'abbé Pierre Chanoux — che non era un benefattore forestiero ma un uomo di questa valle, botanico e rettore dell'ospizio del Piccolo San Bernardo, dove fondò il giardino alpino che porta il suo nome. Poi i danni della guerra, un incendio nel 1947, la ricostruzione fatta dagli abitanti del paese, il restauro del 1951 e l'ultimo intervento nel 2000. Ogni 5 agosto la processione sale ancora da Champorcher, a compimento di quel voto: quasi quattro secoli di adempimento continuato di una promessa fatta per paura.

La leggenda di fondazione è la stessa che si racconta ai piedi di un'altra rupe, sull'altro versante del massiccio: un soldato cristiano della Legione Tebea, scampato al massacro, si rifugia nell'alta Champorcher portando con sé una statua della Vergine. È il telaio narrativo del culto di San Besso in Valle Soana — quel complesso di santi-legionari tebei che Robert Hertz analizzò come caso di scuola. Qui il santo locale si chiama Porzio, pastore-evangelizzatore che scolpisce la Madonnina e la ripone in una nicchia presso il lago; una leggenda lo vuole compagno di fuga di Besso, e ancora oggi ci sono champorcherini che il 10 agosto scavalcano lo spartiacque per la festa di San Besso. I due santuari non si somigliano: si conoscono.

«La statua, riportata a valle, ogni notte ritorna sulla riva del lago.» Il motivo dell'oggetto sacro che sceglie da sé la propria sede ricorre in decine di santuari alpini. È il modo in cui una comunità razionalizza, a posteriori, la sacralità di un luogo che era già sacro.

Non è casuale nemmeno che l'itinerario culmini alla Finestra di Champorcher. Il valico è l'altra grande figura del sacro alpino: se il santuario fissa la devozione a un nodo d'acque, il colle la fissa a una soglia — il punto liminale in cui si passa da un versante all'altro, da una comunità all'altra, storicamente segnato da croci, ometti e piccoli oratori di passo. Lungo l'Alta Via n. 2 pellegrinaggio e transumanza hanno percorso per secoli lo stesso tracciato: due modi diversi di attraversare la stessa linea.

E infatti la chiave antropologica è più antica del cristianesimo. La Madonna del Miserin è, in trasparenza, una divinità dispensatrice d'acqua: neve sui pascoli, pioggia sull'annata agraria. Non a caso il rito conserva un gesto che il cristianesimo si è limitato a inglobare — l'immersione della croce cerimoniale nelle acque del lago, formula di richiesta della pioggia che precede di molto la teologia che la incornicia. La continuità di culto su questo valico — preistoria, romanità, legionari tebei, Madonna delle Nevi — è meno una successione di credenze che la persistenza di una funzione: dare un nome alla dipendenza assoluta di pastori e contadini dall'acqua del cielo.

C'è un'ultima ironia, ed è visibile a occhio nudo. Dal 1931 questo lago è uno sbarramento, e sopra la conca passano i tralicci dell'alta tensione. La dipendenza dall'acqua non è finita, ha cambiato forma: dove si chiedeva la pioggia con una croce immersa nel lago, ora si trattiene l'acqua con una diga e la si converte in energia. Lo stesso passaggio si legge, un centinaio di chilometri a est, nella conca di Riale in Val Formazza. Il gesto rituale e l'opera idraulica rispondono alla stessa domanda.

Altre cose da vedere in zona

Se hai tempo prima o dopo

Champorcher · fondovalle

Borgo e castello di Champorcher

Torre medievale, chiesa di San Nicola — da cui parte la processione del 5 agosto — e il borgo di Chardonney. Sopra l'abitato, i ruderi del villaggio partigiano distrutto dai nazisti nel maggio 1944.

Mont Avic · in zona

I laghi del Mont Avic

Il primo parco regionale della Valle d'Aosta, istituito nel 1989: foreste di pino uncinato e decine di laghi. Rifugio Barbustel, Lago Bianco, Lago Nero, Lago Cornuto, Lago delle Vallette.

Oltre la Finestra

Vallone dell'Urtier e Cogne

Dal Col Fenêtre l'Alta Via n. 2 scende sul versante di Cogne, nel vallone dell'Urtier (Rifugio Sogno di Berdzé). Si può fare la traversata point-to-point lasciando un secondo mezzo a valle.

~15 km

Forte di Bard

Fortezza sabauda all'imbocco della valle, oggi polo museale con il Museo delle Alpi. Tappa quasi obbligata sulla strada del ritorno.

~25 km

Castelli di Fénis e Issogne

Due fra i castelli valdostani meglio conservati: Fénis con la cinta merlata, Issogne con il cortile del melograno. Fénis è anche una delle quattro valli che si incrociano sotto il santuario.

~35 km

Cogne e cascate di Lillaz

Capitale del versante valdostano del Gran Paradiso: prati di Sant'Orso, Valnontey, giardino botanico Paradisia e le cascate di Lillaz.